Nel nostro viaggio nella direzione delle biocenosi, al Parco de La Gallina Selvatica ci siamo sempre posti una domanda fondamentale: come possiamo essere partecipi della natura senza cercare di dominarla? Riflettere su questo ci ha portato a ripensare completamente il nostro approccio al pascolo nei sistemi agro-silvo-pastorali, sviluppando soluzioni che potrebbero sembrare non convenzionali a prima vista, ma che in realtà sono già conosciute e utilizzate dalla natura. Nell’impulso irrefrenabile verso una sperimentazione profonda, ecco come ci stiamo dedicando all’integrazione delle pecore nel nostro parco agro-naturalistico.
Quando abbiamo iniziato a considerare l’introduzione di ovini nel nostro sistema, ci siamo trovati di fronte a una sfida apparentemente insormontabile: le innumerevoli giovani piante da frutto erano a rischio, dovevamo trovare una soluzione. Abbiamo valutato dapprima come possibilità il pascolo razionale, ma pur essendo una tecnica consolidata e rispettabile, presenta aspetti che non si addicono al nostro vivere la natura. In particolare, ci ha profondamente turbato scoprire come le recinzioni elettrificate potessero impattare negativamente sulla piccola fauna selvatica locale. Probabilmente questo aspetto è sottovalutato o ignorato da chi le usa, ma è sicuramente contrario all’ottica della Bio-Logia (logica per la vita) che ricerchiamo.
Quello che ci preme è evitare tutte quelle tecniche che turbano la spontaneità naturale, perché allontanano o peggio fanno morire le specie che tentiamo di proteggere.
In natura le piante hanno sviluppato diversi meccanismi di protezione, e tra questi le spine rappresentano una delle soluzioni più efficaci. Questa osservazione ci ha portato a concludere che poteva esserci un’alternativa per proteggere i giovani tronchi delle piante presenti nell’area del pascolo: nel nostro caso stiamo sperimentando l’Ulex europaeus, comunemente noto come ginestrone spinoso. (Al momento non è disponibile tra le piante che proponiamo nello shop, ma se sei interessato al ginestrone spinoso, iscriviti alla nostra Newsletter o mandaci una mail e ti aggiorneremo appena sarà pronto nel nostro vivaio).
L’Ulex non è una semplice pianta spinosa, ma un vero e proprio concentrato di soluzioni naturali per il nostro sistema agro-silvo-pastorale. La sua struttura forma densi cuscini compatti, con rami ricadenti fino a terra che creano una barriera protettiva naturale attorno alle giovani piante. Come leguminosa, arricchisce naturalmente il terreno di azoto, contribuendo alla fertilità del suolo. La sua architettura complessa offre un rifugio ideale per la fauna minore, diventando un prezioso alleato per la biodiversità del sistema.
Ma ciò che rende l’Ulex veramente speciale è la sua resistenza a condizione pedoclimatiche davvero ostiche come la siccità, e richiede pochissima manutenzione una volta stabilito.
Il nostro approccio si basa sull’agire nel sistema non come semplici fruitori, ma come compartecipanti (alla biocenosi). In via del tutto teorica (ne analizzeremo in futuro i risultati), piantando strategicamente l’Ulex vicino ai tronchi dei giovani ulivi, creiamo una protezione naturale grazie alla sua struttura globosa e compatta e alle foglie spinose, acuminate come molteplici aghi. Tuttavia i virgulti teneri dell’Ulex sono appetibili, vengono infatti brucati dalle pecore fornendo anche una apporto foraggero, il che contribuisce naturalmente a mantenere la forma della pianta, mentre le spine più mature proteggono efficacemente il tronco dell’ulivo.
In questo modo, utilizzando le giuste specie potremmo riuscire a mantenere le aree inerbite lasciandole costantemente pascolate, senza la necessità di frequenti interventi meccanici come la trinciatura o la tosatura del prato, pratiche che, sebbene comuni, disturbano le comunità viventi del prato e richiedono un significativo input energetico. Nel nostro sistema invece puntiamo ad una più alta compartecipazione di esseri viventi che insieme si dedicano al mantenimento del sistema stesso in un sinuoso moto che oscilla tra l’ordine ed il caos: le pecore pascolano l’erba e potano naturalmente l’Ulex, l’Ulex protegge gli ulivi e arricchisce il suolo di azoto, e grazie ai suoi sarmenti spinosi ospiterà rifugio e luogo di nidificazione per la piccola fauna, i fiori attireranno e nutriranno gli insetti pronubi, e i semi nutriranno un gran numero di animali, comprese le nostre galline.
Questa soluzione rappresenta solo uno dei tanti esempi di come possiamo ripensare l’approccio al paesaggio agro-silvo-pastorale. Sperimentare le forme e le logiche della natura per trovare strategie che aumentino le biocenosi è il tipo di approccio che continuiamo a condividere. Speriamo che le nostre scoperte siano di ispirazione per nuovi progetti, per contribuire a un futuro coerente alla permanenza di tutta la vita possibile, fuori e dentro i confini dei territori umani.
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